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This article appears in Italian in the newspaper Corriere della Sera.

Claude Lorrain era un famoso pittore di paesaggi del Diciassettesimo secolo. Dipingeva spesso vedute dell’Italia centrale, e i suoi dipinti erano considerati più belli dei paesaggi stessi. Questo genere d’arte era detta «pittoresca». I suoi quadri erano così popolari che nel Diciassettesimo e Diciottesimo secolo diedero luogo a un tipo di turismo che spingeva i ricchi europei a recarsi in campagna in cerca di paesaggi che ricordassero i quadri «pittoreschi». Per riprodurne appieno l’effetto, turisti e pittori portavano con sé uno strumento chiamato «specchio nero» o «specchio Claude» (dal nome di Lorrain). Era solitamente di dimensioni tascabili, con un vetro convesso di colore grigio. Voltando le spalle al panorama e guardando lo specchio Claude, l’osservatore vi vedeva riflesso un paesaggio assai simile a quello riprodotto nei quadri: ancor più bello del reale. La forma convessa raccoglieva sulla sua superficie un’ampia veduta e il colore del vetro mutava i toni della realtà rendendoli più gradevoli (almeno secondo gli standard del pittoresco del Diciassettesimo e Diciottesimo secolo).

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